20 April 2010

Le strade del sogno

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L'arte di Beppe Francesconi si caratterizza per una notevole accentuazione dei motivi fantastici, una visione che rispecchia i territori del sogno, con una creatività fuori dagli schemi ordinari. La sua pittura trova nei colori azzurri e rossi, solari, i temi più congeniali, alternati a dei suggestivi notturni, dove un cielo pieno di stelle diventa fondale ideale per magiche apparizioni e misteriose evocazioni. La strada fantastica permette all'autore toscano di raggiungere un sentimento di fuga e leggerezza, una rievocazione raffinata del mondo. Gli elefanti, i rinoceronti, i cavalli alati sono simboli di una prevalenza di motivi giocosi, di una visione favolistica, una natura guardata con stupore, attraverso gli occhi di un bambino.

 

Come ha scritto in un breve racconto il pittore: "Ti racconto di un luogo dove le parole non esistono e tutto quello che succede non ha spiegazione. Ti racconto di un luogo dove il sole a volte non si vuole svegliare e la luna e le stelle si vedono anche di giorno. Un posto dove i colori a volte si confondono e nulla è più come sei abituato a vederlo. Ti racconto di un luogo dove non c'è bisogno di prenotare, non servono aerei o treni per arrivarci." Precise indicazioni di poetica, note per una lettura complessiva fantastica e visionaria, di un'opera che non ha riferimenti precisi nel razionale, ma che affida ai sogni e alle illuminazioni il senso più profondo. Una maniera stralunata di vedere e trasfigurare la realtà, un sogno ad occhi aperti che riscopre l'infanzia e la purezza di uno sgurdo incontaminato.

Scriveva Italo Calvino nella sua introduzione alle Fiabe Italiane: "Ogni poco mi pareva che dalla scatola magica che avevo aperto, la perduta logica che governa il mondo delle fiabe si fosse scatenata, ritornando a dominare la terra. Ora che il libro è finito, posso dire che non è stata un'allucinazione, una sorta di malattia professionale. E' stata piuttosto una conferma di qualcosa che già sapevo in partenza, quel qualcosa cui prima accennavo, quell'unica convinzione che mi spingeva al viaggio tra le fiabe; ed è ciò che io credo questo: le fiabe sono vere".

Le fiabe e i racconti stralunati di Francesconi possiedono una loro verità, modi diversi di leggere il mondo e le sue apparizioni, racconti misteriosi di strani animali che giocano con lo spazio e il tempo, realizzando magici accordi, voli impossibili, insoliti giochi. L'idea centrale è che c'è un modo diverso per raccontare le storie di oggi, affidandosi alla fantasia, all'invenzione, alla magia. I segni colorati, disseminati sulla tela, cercano di costruire nuove armonie, rifiutando una visione ordinaria e rifugiandosi nello straordinario. Il nostro mondo, segnato dal dolore, dalla violenza, dalla distruzione, è come mirabilmente cancellato dal registro visionario di Francesconi, che affida i suoi sogni ad animali inconsueti, a elefanti e cavalli, ad alberi in movimento carichi di frutta e doni, a cieli stellati, a voli impossibili su fragili barche di carta.

E' l'idea della leggerezza, del sogno ad occhi aperti, che regola i meccanismi pittorici che non rispondono ad un rigido schema di realtà, ma fanno riferimento ad una sinfonia segreta, ad un accordo armonico tra animali e mondo, tra sogni e visioni. Una partitura straordinaria, un'avventura favolistica guida il pennello di Francesconi che sale sull'albero dei sogni, come un nuovo Barone Rampante, e non torna più sulla terra, rimane nel suo giardino incantato, per produrre magiche visioni, realizzare i suoi incontri con il regno fantastico, produrre i suoi congegni scenici sorprendenti.

Nella pittura italiana contemporanea esiste una forte linea pittorica segnata dall'irruzione del fantastico, che parte da Possenti e arriva a Musante, Alinari, Nespolo, una ricerca figurativa contrassegnata dall'invenzione, dal colore, dalla favola, dal gioco. Francesconi appartiene a questa corrente di ricerca, ma procede in modo personale per costruire un proprio mondo, un registro visionario, un diario privato di storie fantastiche. La ricerca di leggerezza, di fragili immagini prive di peso, con gli animali che tendono a liberarsi in volo, anche quelli più pesanti, come i rinoceronti e gli elefanti, indicano esattamente la volontà di superare la realtà e immergersi, con semplicità, nel mondo delle utopie e delle fiabe.

I racconti di Francesconi compongono un mosaico unico, frammenti di sogni e apparizioni che emergono dall'inconscio, racconto frammentario di un mondo onirico che parla ai sentimenti più intimi e segreti. Nelle visioni dell'autore toscano affiora l'idea di una ricomposizione giocosa della vita, di un modo felice di leggere gli eventi e gli accadimenti. Dipinti come "Ah la musica" e "Il sognatore" realizzano perfettamente una visione armonica, dove ogni oggetto e segno rispondono ad una esigenza di accordo, di ricomposizione del caos, di una struggente e articolata melodia. Il sogno ad occhi aperti produce sogni infiniti, storie che si autoriproducono, in un meccanismo meraviglioso, macchina virtuale di sogni, che si oppone al grigio della realtà, al gelo della povertà dei sentimenti.

La scelta fantastica di Francesconi appare quindi un modo naturale e necessario per rendere interessante il nostro universo, per realizzare un curioso e sorprendente viaggio tra i misteri della vita. Le apparizioni colorate, in rosso-celeste-blu, di animali ed alberi, stelle e mare rispondono al desiderio di costruire un universo visionario capace di raffigurare le aspirazioni dell'uomo contemporaneo, di rendere visivamente una fuga dalla realtà e dai suoi percorsi obbligati.

Il sogno di ogni poeta autentico è quello di costruire un proprio mondo, non riproducendo semplicemente la realtà, ma, magicamente, costruisce un proprio mondo che rieccheggia simbolicamente gli eventi quotidiani. Il distacco dalla terra, il volo verso il cielo, permette il distacco necessario che rende possibile una lettura diversa di storie ed eventi. Il gioco, il sorriso, la gioia sono gli elementi fondanti della tavolozza pittorica di Francesconi, ma , dietro le mille luci, affiorano anche paure e solitudini, il senso di vuoto e di evanescenza che trae origine da un mondo reale sempre più opaco e inconsistente.

Le strade del sogno di Francesconi sono l'ultimo percorso possibile per raccontare una storia meravigliosa, non arrendendosi al grigio dei nostri anni, al dolore di un'epoca che vive di solitudine e violenza. Il canto fantastico è l'ultimo rifugio pittorico, inventato da Francesconi, per cercare di ridare un senso alla vita, significato alle cose, per riportare la poesia in un mondo sempre più povero di idee e sentimenti autentici.

La consapevolezza segreta che muove la sua pittura nasce da una convinzione profonda: le fiabe sono vere, diventano un modo antico e profondo di leggere la realtà, di capire i segreti ed i sentimenti umani, di penetrare dove l'ombra s'addensa ed il mistero è sempre più impenetrabile. Gli occhi di un bambino vedono più in là degli ochi degli adulti, riuscendo a vedere oltre il sogno, penetrando nel mistero della notte, portando la luce tra il grigio delle nostre case e strade. I sogni e l'infanzia sono l'ultimo tesoro che dobbiamo custodire gelosamente, perché la verità appare attraverso i colori e le fantasie più segrete, risplende nell'innocenza perduta dei bambini.

testo critico di Riccardo Ferrucci

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